TRAIETTORIE INVISIBILI: punto di vista di uno spettatrice

 

Lo spettacolo teatrale “Traiettorie invisibili”, organizzato dal prof. Paolo Gera, insieme al regista Federico Baracchi e l’attore Saverio Bari, con i ragazzi del laboratori di teatro del Vallauri, ha suscitato emozioni forti e contrastanti tra loro agli spettatori. Il tema era incentrato sul fenomeno dell’immigrazione osservato dal punto di vista di immigrati e da quello dei super paperoni che possiedono metà ricchezza dell’intero pianeta.

Scenografi e tecnici sono riusciti a rievocare un’atmosfera cupa ed intensa, con luci soffuse di diversi colori: rosso, blu, nero e giallo, ciascuno rappresentante sentimenti e situazioni diverse.

Lo spettacolo si è svolto all’interno dell’istituto, che è diventato metafora del percorso dei migranti verso l’Europa, passando di aula in aula. Partendo dal giardino, con una scena che rappresentava l’inseguimento tra polizia e ribelli che rivendicavano la libertà e i diritti sanciti nei trattati dell’ONU, finendo in aula 45, laboratorio di meccanica, ad ascoltare le attrici che raccontavano attimi di terrore durante i viaggi clandestini via mare e terra, gli stupri e il dolore vissuto.

Gli spettatori hanno seguito, nelle loro peregrinazioni, gli attori/migranti e a mio parere il clou è stato durante la rappresentazione dei miliardari che controllano il pianeta e che gli attori, il professore Alessandro Catalano ed Emanuela Croci, interpretavano passandosi un pallone gonfiabile ed esclamando un frasario tipico del linguaggio economico.

Infine, lo spettacolo si è concluso con la presentazione dei diversi attori, l’urlo della propria libertà di cittadino europeo e il salto mortale di alcuni ragazzi, che simboleggiava l’oltrepassare dei confini.

Informazioni aggiuntive